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venerdì 22 gennaio 2021

Riforma della giustizia

 


                                  -Riforma della " Giustizia" :

 

Sono ipocriti e in malafede coloro che intendono riformare la Giustizia, dandole un vestito nuovo, ma lasciandola con una palla incatenata al piede. Cioè , con una

prescrizione breve, complessità di norme e formalismi  processuali, carenza organici di magistrati e cancellieri, arretratezze burocratiche degli uffici giudiziari, ingerenze della politica sul CSM, inadeguatezza ambientale e strutturale delle carceri, carenza di personale penitenziario, incertezza sulla  esecutività delle pene e legislazione carente in materia di pene per reati di corruzione e concussione commessi nell’ambito della P.A.

La politica e il buon senso

 



IL BUON SENSO  NELLA POLITICA

 In un momento nel quale il fenomeno pandemico non solo non è in diminuzione , ma persevera nella sua espansione nel mondo, anche attraverso continue varianti ,mutazioni nel suo nucleo, costringendo i governi a mettere in campo tutte le possibili misure precauzionali e difese anti-contagio, mascherine, distanziamenti, sanificazioni ambientali, vaccinazioni, chiusure di attività sociali e commerciali, lock-down prolungati, chiusure di scuole,  il “ buon senso “ dovrebbe prevalere su qualunque considerazione e in ogni problema e superando gli opportunismi particolari, incentrare tutti gli sforzi, le energie e le risorse, umane e finanziarie, principalmente nel rinforzare il campo della organizzazione sanitaria, ma anche ricorrendo a tutte le risorse finanziarie disponibili in campo europeo allo scopo di erogare “adeguati ristori finanziari”  a favore di tutte quelle realtà umane e produttive che hanno subito e subiranno ancora gravi danni per le forzate chiusure e la perdita di entrate economiche e che a causa di ciò hanno il reale timore di non essere più in condizioni di poter riprendere le proprie attività lavorative. 

Soltanto attraverso questi interventi finanziari necessari possono essere scongiurati definitivi tracolli aziendali e di attività lavorative e possono crearsi le basi per una ripresa della vita sociale ed economica collettiva , nell’intero Paese, nel momento in cui il fenomeno pandemico darà segni di un graduale e significativo affievolimento.

 Solo nel momento in cui si potranno allentare le misure restrittive, potranno realizzarsi veri investimenti economici e finanziari nel campo delle infrastrutture, delle grandi manutenzioni ambientali, del turismo, della ristorazione, delle imprese artigiane, nell’agricoltura, etc…Cioè in tutto il comparto della economia reale.  Tutto ciò potrà avvenire se a quel momento vi saranno  imprese in condizioni economiche e strutturali salvate da situazioni di crisi estrema, in condizioni di poter riprendere le proprie attività. Quelle che siano  state già sostenute finanziariamente dal Governo  in epoca di piena pandemia.

Diversamente non potranno essere evitate intrusioni della malavita, delle mafie, nei settori economici più in crisi, attraverso episodi di usura, di prevaricazione, di sfruttamento, che finiranno con un aggravamento della disoccupazione, della povertà delle fasce sociali più deboli e in definitiva con una pesante ipoteca sul futuro e sulla effettiva crescita e ripresa del Paese.

Disorientamento globale

 


“ Disorientamento globale" ,

Stiamo vivendo nel mondo di un fenomeno epocale, di un "disorientamento globale" ,che investe tutta una umanità coinvolta in conflitti sociali , politici e anche esistenziali, di paure, angosce , insicurezze sul presente e sul domani. Si temono scenari apocalittici, di possibili distruzioni di intere città e nazioni con armi dagli effetti catastrofici, che possono essere scatenate da poteri nelle mani di individui fanatici , senza scrupoli. Si sono perduti di vista, come se inghiottiti in un enorme “buco nero” dell'incoscienza, i valori fondamentali della esistenza umana, che sono costituiti dal rispetto della vita e della dignità umana. Unica divinità osannata e celebrata è il dio denaro, e il potere che da esso deriva, seguito con una fede quasi cieca, che scavalca, e anche calpesta ogni principio etico e morale, di giustizia sociale, di sentimenti umanitari, di pacifica e civile convivenza, generando solo odi e conflitti.  Molte delle “religioni “ si sono inquinate sempre più di interessi economici, finanziari e di potere. Se ne salvano poche, sono quelle che curano esclusivamente la mente e la natura spirituale dell’essere umano e che in sostanza trattano di una filosofia dell’esistenza umana, che trascende i beni materiali.

giovedì 17 dicembre 2020

Le belve

 


 
                                            LE BELVE
 
Se vogliamo fare una panoramica e una disanima su taluni/e e vari personaggi politici facenti parte dell'intero arco partitico costituzionale, non c'è solo da piangere, ma da urlare, incazzati. Però, principalmente con noi stessi medesimi, che continuiamo a sopportare certe facce di soggetti ipocriti, falsi, ad ascoltare turlupinatori, imbroglioni, disonesti, lestofanti, amici e compari di criminali, mentre blaterano, in Parlamento, in programmi e interviste condotte da giornalisti prezzolati, comprati e venduti, come schiavi in un mercato di prostitute ( con tutto il rispetto per le autentiche "lucciole " ) . Ci vogliono far credere , tutti costoro , di essere i salvatori della Patria.
 
 
Invece, sono solo "iene" e "sciacalli" , già esperti in ruberie dei soldi pubblici, perpetrate attraverso pluriennali episodi scandalosi nell’ambito degli apparati ed Enti pubblici centrali e territoriali, e ora più che mai, sempre pronti, ciascuno e in combutta tra loro, ad aggredire il "malloppo " ( Mes e recovery fund ) e ingozzarsi, ingrassare le loro luride pance, con la cinica volontà di spolpare sino all'osso le già lacerate membra d’Italia. Un Paese abbandonato al suo destino da tutti quegli altri suoi figli, che seppur onesti, restano però fermi, inerti, nulla fanno per liberarla dalle grinfie di tali belve fameliche, cui si associano nutrite schiere di molti altri loschi individui, che nei loro rispettivi centri di potere, partecipano all’immondo, lucroso banchetto, per ottenere qualche brandello di carne.
 
Così saranno i ricchi, ancor più ricchi con i soldi all’estero e i poveri, ancor più poveri in un Paese senza futuro.

La Giustizia sociale

 

 

Il possibile rimedio ( La Rivoluzione culturale )
 
Affinché l’Italia possa trovare una via di uscita dalla crisi, evitando un temibile e malaugurato destino nelle mani di poteri speculativi e malavitosi, e pertanto avere una reale prospettiva di un futuro positivo e di sviluppo economico e sociale, è assolutamente indispensabile che la parte più sana e genuina della popolazione italiana , tanti giovani attivi e volenterosi, e persone oneste e corrette, già con importanti esperienze culturali e professionali, abbiano il coraggio e lo spirito di iniziativa di coalizzarsi per una “ rivoluzione culturale” , anche etica e morale, e attraverso le forme più diverse e moderne di comunicazione e di aggregazione sociale , tentare di realizzare in ambito nazionale le condizioni per la formazione di una “forza politica” sotto il segno della “ Giustizia sociale “, capace di generare un governo forte e necessariamente coeso nella sua formazione politica e di maggioranza e che sia in grado di poter gestire proficuamente le risorse economiche del Paese attraverso un effettivo potere di controllo delle spese e degli investimenti operati nel territorio nazionale dai diversi e competenti Enti pubblici Regionali.
 
Un governo composto di persone professionalmente qualificate e competenti nei rispettivi incarichi e ruoli politici ministeriali . Un progetto e programma di governo, che sia bene articolato e chiaro nelle sue finalità socio economiche, nel conseguimento di obiettivi fondamentali, peraltro già contemplati dalla Costituzione, che riguardano primariamente la realizzazione della “giustizia sociale” , dei diritti umani, al cui interno sono compresi :

 
il diritto al “lavoro” e ad una giusta retribuzione,
il diritto ad una “equa fiscalità” fra i vari ceti sociali, lavoratori, imprese, gruppi economici e finanziari.
il diritto ad una basilare e sufficiente “ assistenza pubblica sanitaria ed economica “, tale da assicurare condizioni di vita dignitose alle persone meno abbienti, a quelle malate , affette da invalidità,
il diritto ai giovani di fruire gratuitamente della istruzione scolastica primaria, e di poter accedere alla istruzione scolastica secondaria e successiva formazione culturale e professionale con un sostegno pubblico economico e finanziario, proporzionato alle in atto capacità di reddito familiari o individuali del giovane, con incentivi ai più meritevoli.

martedì 8 dicembre 2020

L' ACQUA DELLA VITA

 L’acqua della vita

Il Covid 19 sta dando all’umanità intera insegnamenti fondamentali. E’ un grave errore non rispettare le leggi della Natura, modificando e violando gli equilibri dell’eco-sistema, per finalità di lucro e di potere. E’ necessario che tutti gli esseri umani ritornino a dissetarsi alla fonte della pura “acqua della vita”, se vogliono affrontare e superare i momenti più difficili, situazioni critiche che mettono a rischio la salute e la sicurezza della stessa esistenza umana sulla terra.



I buoni sentimenti, di umanità, di solidarietà, di generosità, di concordia e di pace, di amore e di rispetto umano, per la natura, per l’arte, sono “ l’acqua della vita “ , che disseta e rinvigorisce l’animo umano. Non curando questi sentimenti, ma con l'egoismo, l'indifferenza, l'odio, l'avidità di lucro e di potere, la disonestà, man mano viene a mancare l’acqua necessaria a purificare l’animo, lo spirito umano, il quale inevitabilmente si dissecca e può diventare facile preda del fuoco dei sentimenti più tristi, più abietti, che provocano solo conflitti, distruzione, dolore e morte.

martedì 20 ottobre 2020

LA PAURA E IL CORAGGIO

 



LA PAURA E IL CORAGGIO


Abbiamo tutti paura. Siamo ossessionati dalle notizie e dalla paura del contagio virale. Dall’alba al tramonto, solo notizie di pandemia, numeri percentuali di infettati, di malati , di morti. Nel nostro Paese, nel mondo, numeri segnati in prospetti grafici che salgono progressivamente.  Non siamo più capaci di intrattenerci con gli altri con tranquillità, di parlarci con il piacere di vederci in viso ( mascherine ), di percepire le emozioni , persino i sentimenti l’uno verso l’altro.


 E’ rimasto soltanto un residuo di interlocuzione verbale, fisicamente stentata e difficile, a volte incomprensibile, se non attraverso lo schermo di un computer , di uno smartphone, di un tablet. Per lo più rapporti “virtuali “ , ma che non hanno niente a che vedere con la “ virtù”. Un mondo che è cambiato, sta cambiando, verso l’indefinibile, l’indeterminabile, l’imprecisabile, l’imprevedibile, camminando in una sorta di percorso globale, accidentato, nel quale ci sentiamo tutti coinvolti, ma ciascuno rimane solo nella sua personale, individuale realtà, a volte anche molto drammatica.


La cosiddetta vita sociale si è frantumata attraverso fenomeni di crisi sanitaria, economica, di rapporti umani, anomali, che generano diffidenza, anche nel timore di perdere ciò che si ha. Ma a questo punto, dobbiamo domandarci se è giusto, corretto, opportuno, subire gli eventi, rimanendo fermi, chiusi, con la speranza o meglio l’illusione di uscirne fuori senza ferite, oppure è più giusto, più corretto, più opportuno, armarci di “coraggio “, tutti e ciascuno, e quindi “reagire “  operando , fattivamente, efficacemente, con tutte le risorse umane ed economiche per dotarci di tutte le attrezzature, di tutti i mezzi, necessari per difenderci, respingere gli attacchi, attraverso un’opera colossale di “risanamento ambientale “ , una serie di interventi di pulizia , di purificazione dell’aria, misure anti inquinamento, di sanificazione e disinfezione a carattere globale , idonei a rendere finalmente inoffensivo il coronavirus.  


In altri termini, bisogna assolutamente agire urgentemente e drasticamente sull’ambiente e sulle opere strutturali di ospedali e scuole, organizzative dei servizi di trasporto attraverso un aumento dei mezzi pubblici, al fine di evitare che debbano verificarsi assembramenti per necessità di lavoro e per gli studenti, e sugli organismi sanitari del personale medico e paramedico,  più che imporre ulteriori “restrizioni” personali, fisiche, nei confronti degli esseri umani e della loro vita sociale.