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venerdì 20 ottobre 2017

TUTTI INSIEME





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              PER  LA  DIGNITA’  SOCIALE  E  LA  GIUSTIZIA  SOCIALE
Condividiamo  e  collaboriamo  
  “   T U T T I    I N S I E M E  ,  PER  UNA   VITA  SANA  E  DIGNITOSA “  
                              “  IUS  VIVENDI  CUM  DIGNITATE  “


Possiamo  farlo ,  ciascuno  di  noi , utilizzando  proficuamente il  mezzo e  la  comunicazione  via  web ,  rendendoci  realmente  utili  e  attivi  nei  circoli  , nelle  riunioni  socio-culturali , in  famiglia ,  discutendo  e possibilmente  diffondendo  gli  argomenti  trattati  in questo  opuscolo , al  fine  di  richiamare l’attenzione di  chi  ci  ascolta , su  problemi  importanti , che  riguardano la  vita  sociale  nostra  e  di  tutti , con  l’ invito a  partecipare e  diffondere  ognuno  il  proprio  messaggio di  civiltà .


 UNIAMO   LE  NOSTRE  COSCIENZE   ,  LE NOSTRE  VOLONTA’ ,  OGNI  NOSTRA  INIZIATIVA  O  MESSAGGIO ,  ANCHE  VIA  WEB ,  UTILE     per  :
Combattere  tutti   insieme e ciascuno nella propria parte , affinché  nell’ambito  di  ogni  comunità  umana  sia  sempre  salvaguardata  la  “  dignità “  di  ciascuna  persona  umana,  la sua  dignità  sociale , affinché  nessun  essere  umano  debba  essere  costretto  a  vivere  in  condizioni  di  miseria , di abbandono  sociale  o  indifeso  nei  confronti  della  violenza  o  sopraffazione  criminale .

Denunciare , tutti  insieme e ciascuno nella propria parte , lo  scandalo della  grande  evasione  fiscale  perpetrata dai  potenti della  terra , noti personaggi  istituzionali  e finanziari , che  investendo  grossi  capitali  nei  cosiddetti  “paradisi fiscali “ , sottraggono illecitamente nell’ambito dei rispettivi governi  enormi  risorse  economico-finanziarie , che  invece  potrebbero  e  dovrebbero  essere  utilizzate  per poter  ridurre  drasticamente il  drammatico , gravissimo e  progressivo  divario  economico  che separa una netta  minoranza di soggetti , possessori  di elevatissimi  capitali e  ricchezze immobiliari,  nei  confronti di tutti coloro che, a  decine e decine di  milioni di  persone,  invece  sono  costrette  a  vivere  nella  miseria , prive  dei  beni fondamentali  per condurre  una  vita sociale  umanamente dignitosa .  

- Attivare  e  sostenere  una  valida  e  forte campagna  in  opposizione  al  sistema  speculativo  e  di  business  sulla salute umana  e  sui  prodotti  farmaceutici , specialmente quelli “ salva-vita “ ; nonché  per  ottenere  i  necessari  mezzi  di aiuto  e  sostegno reale ed economico  in  favore delle  persone malate e  disabili , che si trovano  in gravi difficoltà;

 Sostenere  l’ utilità  che nel  sistema  scolastico , oltre agli  impegni di studio sulle   necessarie  e  fondamentali   nozioni  interdisciplinari  di  cultura generale  e specifiche ,  siano  consentiti   indispensabili  e  congrui  spazi  e  tempi  da  dedicare ad attività  di  svago  e  ginnico-sportive .  Nonché  la  necessità di  richiamare nell’ambito disciplinare e  comportamentale  nozioni  culturali sui  principi  sanciti nella nostra Costituzione  ed  educativi  anche  di  carattere civile  e morale  , che riguardino la  convivenza  pacifica , la solidarietà  sociale , e soprattutto il  rispetto  della  persona  e  della  sua  dignità  nei  rapporti  umani, familiari  ed  esterni ;  anche nei riguardi della  propria  persona , individuale  , a difesa dei rischi  e dei  pericoli  provocati dall’uso di  droghe , dall’abuso di sostanze alcoliche , dal vizio  del gioco d’azzardo .

Riaccendere  negli  animi  umani  la  fiamma  di  una  sana  e  pura  spiritualità , non  contaminata  da fanatismi  e da certe pratiche  pseudo- religiose , che  si  nutrono  di  potere ,  di speculazioni  e  di  interessi   lucrativi.  Per voler credere in Dio,  non sono necessari studi su testi “ sacri “ , non servono templi monumentali , paramenti lussuosi . E’  sufficiente credere e  operare nell’amore , nei sentimenti di altruismo , di solidarietà , di pace ;  è sufficiente credere nella bellezza e magnificenza della natura e  nel  rispettarla  e soprattutto nell’essere  umili  di  fronte al “mistero “ della vita  e  dell’universo.

 Manifestare  , anche attraverso  opportuni  messaggi  via web ,  la  esigenza  di  combattere , tutti , attraverso  i  propri  modi  e  mezzi  disponibili , contro  un sistema  sociale e politico , in cui  disonestà ,  corruzione  e  malaffare  opprimono  ogni  sana  iniziativa e  attività  di  sviluppo  e  progresso  sociale ,   nonché  sostenere ogni denuncia di  malgoverno  su  sprechi  di  denaro  pubblico . specie  riguardo  a  retribuzioni  palesemente  esagerate , addirittura  scandalose , a  personaggi  di  spettacoli  e  conduttori  di  trasmissioni  delle  reti  televisive pubbliche .

Sostenere ogni iniziativa volta alla salvaguardia  e  tutela  dell’ambiente naturale , alle condizioni di salubrità , riguardo alla fauna e alle foreste, alla sicurezza idrogeologica , al rispetto  dell’eco-sistema , alla genuinità dei prodotti agro alimentari ,  alla  difesa  e  promozione  del  lavoro  ad  opera  dell’uomo , di  quella  generate  dalla  creatività  della  fantasia  e  intelligenza  umana , che nessuna “ intelligenza artificiale “  e  robotica , strutturata  secondo  calcoli  e algoritmi , potrà  mai sostituire  nel  vero  progresso  sociale  dell’umanità.

  Poter  scegliere  tramite  libere  preferenze i  propri rappresentanti    politici  in  Parlamento , secondo  regole democratiche ,  che  consentano  la  costituzione  di Governi  capaci  di  esercitare  una sana  e corretta  gestione  delle  risorse pubbliche .

Riguardo ai giovani  è  necessario  valutare e giudicare meglio  certi  episodi  che “ scandalizzano “  la  cosiddetta  pubblica opinione , per   immoralità , per indecenza , per trasgressione , commessi da  parte di tanti giovani e  purtroppo anche giovanissimi .
Non è corretto  ed è  anche  ipocrita  dare maggiormente  a  loro la colpa  per  i  loro  comportamenti  scorretti  e  ritenuti  scandalosi .
I giovani generalmente si comportano seguendo l'esempio degli adulti e vedendo e apprendendo ciò che li circonda .
 Non vi è da meravigliarsi se utilizzano i mezzi di comunicazione ormai largamente disponibili per abusare della propria libertà e senza pudore , se  abusano di  bevande alcoliche , se si drogano ,  quando hanno come riferimenti nella società il totale abbattimento di ogni regola morale , l’esaltazione della violenza , del macabro , del facile guadagno , del consumismo esasperato , del sesso , che vengono sistematicamente profusi e alimentati , per interessi speculativi da films , da pubblicità  di gruppi e società che con i loro prodotti commerciali  ne traggono guadagni enormi .

Tutti  siamo stati giovani  e sappiamo  benissimo  quanto  sia  facile oltrepassare  certi limiti , della prudenza, del  buon  senso , della stessa ragione , se non vi è una remora istituzionale di  natura  sociale  e  disciplinare , che  riguardi i rapporti di convivenza  civile ,  imposta e finalizzata a “ moderare “  certi  comportamenti  tendenzialmente  trasgressivi  di  tanti giovani di oggi , ma che sicuramente verrebbero drasticamente contenuti soprattutto da risoluti  ed  efficaci interventi legislativi ed operativi da parte della politica  e  delle  istituzioni  contro ogni genere di criminalità ed  illegalità , ma che sicuramente verrebbero drasticamente contenuti soprattutto da risoluti  ed  efficaci interventi legislativi ed operativi da parte della politica  e  delle  istituzioni  contro ogni genere di criminalità ed  illegalità , contro i traffici di droga e della prostituzione , contro la corruzione , contro le speculazioni  illecite e la evasione fiscale , contro la violenza mafiosa.

 Uniamo le nostre forze per difendere la   “ Dignità sociale “ , come diritto fondamentale  da  rispettare nei confronti  di qualsiasi essere umano sulla terra .
  “  IUS  VIVENDI  CUM  DIGNITATE  “
 È il diritto di qualsiasi  cittadino ad una vita sociale in condizioni  quanto meno dignitose.  E’  un dovere costituzionale dello Stato garantire questo diritto .
Quanti  milioni  e  milioni  di  esseri  umani  ancora  vivono  in  condizioni  di  estrema  povertà , senza una fissa dimora e non per propria volontà , costretti a chiedere elemosina , per potersi nutrire  e coprire  dell’indispensabile , per salvarsi dalla fame e dal freddo , sopravvivendo in un precario presente , in una quasi totale assenza di speranza  in un futuro diverso e oltretutto sottoposti al giudizio di un certo mondo esterno ed estraneo , che li guarda , li osserva fugacemente , li evita , infastidito  da una realtà di miseria , che disturba la propria  unica  visione della vita , dove  precipuo  scopo  e  obiettivo  è solo  il denaro , tanto denaro , che possa  garantire  agi e comodità , eleganza e  lusso , e quindi anche potere  e  per il quale  il  resto è zavorra .
Un  mondo d’elite ,  che spera sempre di essere sostenuto da una oculata   “ politica “, amica e compiacente , possibilmente  complice , che  possa  servire utilmente al  proprio scopo , a evitare in tutti i modi  di non  infrangere  la  sfera  di  cristallo  nella quale  essi , i ricchi e super benestanti , vivono indisturbati . Dal  loro punto di vista , il  compito dei  politici è  quello di riuscire a governare sulla vita sociale dei cittadini , pur in condizioni di ridotte risorse  economiche del Paese , ma non intaccando mai gli interessi  e i  beni delle classi e  gruppi sociali ricchi  e  benestanti .
La realtà  è che  le risorse economiche , pubbliche , del Paese , a fronte  dell’elevato debito pubblico , delle necessarie spese correnti dei  servizi pubblici , della crisi  finanziaria , e di altri fattori di carattere straordinario , risultano insufficienti  al fine di consentire una  possibile  e  importante  ripresa economica e sociale. Questo può avvenire solo attraverso  entrate  fiscali  provenienti  da  un  “ sistema istituzionale “ sia normativo ,  sia organizzativo ,  abbastanza  efficiente  per  combattere contro la evasione fiscale , contro le speculazioni e  gli  sprechi , contro le  attività illegali  economico-finanziarie , e soprattutto articolato , sotto l’aspetto impositivo ,  in  modo  e  in  misura equamente proporzionale nei confronti  dei vari e diversi  redditi  percepiti .
Siamo  di fronte ad una evidente e grave sproporzione economica fra classi sociali , che registra da una parte situazioni di accumulo di ricchezze in mano ad una minoranza di persone , le quali illecitamente trasferiscono enormi capitali nei cosiddetti  “ paradisi fiscali “ , evadendo  le impostte ,  senza essere perseguiti  penalmente dagli Organismi istituzionali fiscali ,  e dall’altra condizioni di estrema povertà nei confronti di milioni di persone .  A nulla  o  a quasi nulla possono servire , per affrontare , se non in modo sistemico , il grave problema, interventi sporadici e insufficienti  , di sostegno verso i poveri , costituiti da provvedimenti  riguardanti   “ tagli “  sui  redditi più alti , oppure  l’abolizione di taluni emolumenti economici , già legalmente acquisiti come diritti ;  interventi peraltro ogni volta “ bocciati “ da provvedimenti costituzionali,  oppure  attraverso il prelevamento di somme , a titolo di  temporanei    “ contributi economici di solidarietà “.
Un  efficace rimedio  per  ridurre  in  misura  determinante  tale  evidente  sproporzione economica  fra  classi  sociali  potrebbe  essere  costituito  da  una  vera  e  reale  “ Riforma strutturale di adeguamento delle aliquote  fiscali “ ,  realizzando  una effettiva “ equità fiscale “ ( art. 53 della Costituzione ) elevandole sensibilmente e in misura proporzionale ,  a partire dai redditi  oltre i centomila euro annui , ivi comprese le rendite finanziarie . Una Riforma che preveda anche un sistema di “ detrazioni  fiscali “  o  di “ rimborsi “  , cioè  la possibilità di detrarre  dalle imposte , oppure di poter fruire di  rimborsi di talune particolari spese per beni e servizi essenziali,  in misure percentuali  inversamente proporzionali al reddito , previa produzione di relativa documentazione, le spese sostenute effettivamente  per le necessità di vita fondamentali  per  la persona  e per la famiglia ( affitto di abitazione , spese mediche  e farmacologiche , spese per consumo di acqua e luce  per l’abitazione, spese per acquisto di libri e di materiale  ad uso  istruzione  e formazione professionale ), nonché  , specie  riguardo alle piccole e medie imprese , la possibilità di detrazioni  di imposta  relativamente alle spese per acquisto di attrezzature e macchinari  utili e necessari  al rinnovamento , ammodernamento , e per l’impiego di  risorse umane , ai fini dello sviluppo produttivo aziendale ,  sottoponendo ai dovuti controlli  fiscali  l’attività commerciale  dell’impresa.

Tale possibilità di poter detrarre dalle imposte  le suddette spese  verrebbe a determinare  inevitabilmente un importante  vantaggio  per  il contribuente , volto al  rilascio  di  fatture  e  ricevute  fiscali ,  destinate ad essere prodotte  per le relative detrazioni di imposta  e conseguentemente un  vantaggio  anche  per lo Stato ,  potendo  acquisire , attraverso un potenziamento degli organi di controllo fiscale ,  importanti  risultati in ordine  alla lotta  alla evasione fiscale e alle attività speculative  illecite , nel settore delle fatturazioni , delle  imposte e  tasse .

Un  Sistema di riforme fiscali che , unitamente ad una migliore organizzazione degli Uffici  preposti alle attività di controllo e di accertamento , amministrativo-contabili, su cittadini , imprese e società finanziarie,  comporterebbe sicuramente maggiori introiti nelle casse dello Stato , e quindi un aumento  di  risorse  pubbliche  economiche  tali da consentire la possibilità  di  sostenere  con un minimo reddito pro-capite le  persone  più povere e più bisognose , di intraprendere investimenti  su opere pubbliche essenziali , abitazioni popolari , ospedali , scuole ,  etc…,  nonché  di intraprendere un reale  processo di sviluppo , nel lavoro e nell’ambito delle imprese e commerciale.
Oppure , una  Riforma  rivolta  ad  invogliare investimenti di capitali , anche e soprattutto esteri ,  in Italia e  ad incrementare  occupazione  e lavoro per  imprese nel  territorio;  con la quale  Riforma si potrebbe  disporre che  le imposte per TUTTI  i  redditi e rendite finanziarie  siano stabilite con misure di aliquote proporzionali ai vari redditi , ma sino ad una  aliquota massima del 25 %  , anche per i redditi più alti e le rendite più elevate . Però , alla condizione ineludibile che i rispettivi capitali potranno fruire della aliquota massima suddetta  purché siano  investite somme , quanto meno al 70 % del capitale depositato , in attività imprenditoriali che creino nel Paese stesso posti di lavoro , specialmente per i giovani , nelle industrie e nei servizi .

Questa è la situazione attuale , riguardante  la  
  RICCHEZZA   E  POVERTA’   in Italia :
                      La ricchezza delle famiglie in Italia
Nel 2010 la ricchezza complessiva delle famiglie era pari a circa 8.638 miliardi di euro, più di 7,5 volte il corrispondente valore del 1965 misurato sempre a prezzi 2010, con una crescita media annua del 4,6 per cento .
In Italia i 10 individui più ricchi posseggono una quantità di ricchezza che è all’incirca equivalente a quella dei 3 milioni di italiani più poveri  ; ciò esemplifica il divario che anche in un paese sviluppato come il nostro separa i ricchi dai poveri. La disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza è in effetti assai più pronunciata di quella sul reddito .
il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede oltre il 40 per cento dell'intero ammontare di ricchezza netta mentre il 10 per cento delle famiglie a più alto reddito riceve invece solo il 27 per cento del reddito complessivo.
La maggiore disuguaglianza che si osserva per la ricchezza rispetto al reddito si spiega in vari modi. In primo luogo la disuguaglianza della ricchezza tende a riflettere le maggiori differenze attribuibili al diverso stadio del ciclo di vita di ciascun individuo.   Mentre l’assenza di reddito (cioè di risorse destinabili al consumo) è una condizione in generale fonte di particolare criticità, l’assenza di ricchezza può comunque associarsi a condizioni reddituali adeguate, e dunque non essere meritevole di sostegno economico.
 Per l’Italia, i  livelli di disuguaglianza della ricchezza relativamente moderati rispetto  a quanto , contrariamente , si osserva per i redditi.   Ciò  è dovuto   alla diffusione della proprietà dell’abitazione di residenza, superiore a quella che si riscontra in numerosi paesi europei, come Regno Unito, Svezia, Francia e Germania, risultando invece inferiore a quella riscontrata in Grecia, Irlanda e Spagna
A livello di area geografica, il Centro e il Nord presentano valori che – in modo alternato – portano l’una o l’altra area sui livelli più elevati.  È invece piuttosto marcato e costante il peggioramento delle condizioni del Mezzogiorno, che vede il proprio indice tra il 1987 e il 2008 perdere circa 10 punti, passando da circa 80 a 70.
Il rapporto tra la ricchezza e il reddito è all’incirca raddoppiato negli ultimi decenni; corrispondentemente è aumentato il ruolo dei redditi da capitale rispetto a quelli da lavoro. In altri termini, la ricchezza sta assumendo un ruolo via via crescente tra le risorse economiche che definiscono la condizione di benessere di un individuo. In questo quadro, è notevole che nel nostro paese il carico fiscale sulla ricchezza all’inizio degli anni duemila fosse tra i più bassi d’Europa  e che, al netto dei condoni, sia diminuito sensibilmente nel corso del decennio  Va peraltro osservato che la ricchezza, in particolare quella immobiliare, è più difficilmente occultabile nei confronti delle autorità fiscali; il suo utilizzo in quanto base imponibile può rivelarsi utile in contesti, come quello italiano, di elevata evasione fiscale.
                  I  POVERI  :
Le stime si riferiscono a due distinte misure della povertà:
-povertà assoluta e povertà relativa, elaborate con due diverse definizioni e metodologie, sulla base dei dati dell'indagine sulle spese per consumi delle famiglie.
Nel 2016 sono stati stimate di 1 milione e 619.000 le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742.000  individui.
Rispetto al 2015 è stata rilevata una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui.
L'incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni.
Per gli individui, l'incidenza di povertà assoluta si porta al 7,9% -
La povertà relativa  nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734.000 famiglie ,  cioè  8 milioni 465.000 individui, il 14,0% dei residenti .
Analogamente a quanto registrato per la povertà assoluta, nel 2016 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%)
La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne
L'incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,%)
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La Costituzione Italiana ,  riguardo  ai diritti umani  e alla  “  dignità  sociale “ ,   recita  :
Art. 2  “ La Repubblica  riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo , sia come singolo , sia nelle formazioni sociali  ove si svolge la sua personalità , e richiede l’adempimento  dei doveri inderogabili di solidarietà politica , economica e sociale “ .
Art. 3  “  Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge , senza distinzione di sesso, di razza , di lingua , di religione , di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali .   E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che , limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini , impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica , economica e sociale del Paese.”
Art. 4  “ La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro  e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere , secondo le proprie possibilità o la propria scelta , un’attività o una funzione  che concorra al progresso materiale o spirituale della società .”
Art. 31  “    La Repubblica agevole con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia  e  l’adempimento dei compiti relativi , con particolare riguardo alle famiglie numerose.  Protegge la maternità , l’infanzia e la gioventù , favorendo gli istituti necessari a tale scopo . “
Art. 32 “  La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo  e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti .   Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge . La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana .“
Art. 38 “  Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale .  I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di  vita in caso di infortunio , malattia , invalidità  e vecchiaia , disoccupazione involontaria.  Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione  e all’avviamento professionale .  Ai compiti previsti  in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.   L’assistenza privata è libera. “
Art. 53  : “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva .  Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.


La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
E’ stata firmata a Parigi il 10 dicembre 1948
 la Dichiarazione esprime una richiesta di salvaguardia della dignità individuale, attuabile nel  rispetto dei diritti al lavoro ed economici della persona:
Articolo 23:
1) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2) Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3) Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Articolo 25:
1) Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.















lunedì 16 ottobre 2017

LA DIGNITA' SOCIALE



 Uniamo le nostre forze per difendere la   “ Dignità sociale “ , come diritto fondamentale  da  rispettare nei confronti  di qualsiasi essere umano sulla terra .
  “  IUS  VIVENDI  CUM  DIGNITATE  “
 È il diritto di qualsiasi  cittadino ad una vita sociale in condizioni  quanto meno dignitose.  E’  un dovere costituzionale dello Stato garantire questo diritto .
Quanti  milioni  e  milioni  di  esseri  umani  ancora  vivono  in  condizioni  di  estrema  povertà , senza una fissa dimora e non per propria volontà , costretti a chiedere elemosina , per potersi nutrire  e coprire  dell’indispensabile , per salvarsi dalla fame e dal freddo , sopravvivendo in un precario presente , in una quasi totale assenza di speranza  in un futuro diverso e oltretutto sottoposti al giudizio di un certo mondo esterno ed estraneo , che li guarda , li osserva fugacemente , li evita , infastidito  da una realtà di miseria , che disturba la propria  unica  visione della vita , dove  precipuo  scopo  e  obiettivo  è solo  il denaro , tanto denaro , che possa  garantire  agi e comodità , eleganza e  lusso , e quindi anche potere  e  per il quale  il  resto è zavorra .
Un  mondo d’elite ,  che spera sempre di essere sostenuto da una oculata   “ politica “, amica e compiacente , possibilmente  complice , che  possa  servire utilmente al  proprio scopo , a evitare in tutti i modi  di non  infrangere  la  sfera  di  cristallo  nella quale  essi , i ricchi e super benestanti , vivono indisturbati . Dal  loro punto di vista , il  compito dei  politici è  quello di riuscire a governare sulla vita sociale dei cittadini , pur in condizioni di ridotte risorse  economiche del Paese , ma non intaccando mai gli interessi  e i  beni delle classi e  gruppi sociali ricchi  e  benestanti .
La realtà  è che  le risorse economiche , pubbliche , del Paese , a fronte  dell’elevato debito pubblico , delle necessarie spese correnti dei  servizi pubblici , della crisi  finanziaria , e di altri fattori di carattere straordinario , risultano insufficienti  al fine di consentire una  possibile  e  importante  ripresa economica e sociale. Questo può avvenire solo attraverso  entrate  fiscali  provenienti  da  un  “ sistema istituzionale “ sia normativo ,  sia organizzativo ,  abbastanza  efficiente  per  combattere contro la evasione fiscale , contro le speculazioni e  gli  sprechi , contro le  attività illegali  economico-finanziarie , e soprattutto articolato , sotto l’aspetto impositivo ,  in  modo  e  in  misura equamente proporzionale nei confronti  dei vari e diversi  redditi  percepiti .
Siamo  di fronte ad una evidente e grave sproporzione economica fra classi sociali , che registra da una parte situazioni di accumulo di ricchezze in mano ad una minoranza di persone , le quali illecitamente trasferiscono enormi capitali nei cosiddetti       “ paradisi fiscali “ , evadendo  le impostte ,  senza essere perseguiti  penalmente dagli Organismi istituzionali fiscali ,  e dall’altra condizioni di estrema povertà nei confronti di milioni di persone .  A nulla  o  a quasi nulla possono servire , per affrontare , se non in modo sistemico , il grave problema, interventi sporadici e insufficienti  , di sostegno verso i poveri , costituiti da provvedimenti  riguardanti   “ tagli “  sui  redditi più alti , oppure  l’abolizione di taluni emolumenti economici , già legalmente acquisiti come diritti ;  interventi peraltro ogni volta “ bocciati “ da provvedimenti costituzionali ,  oppure  attraverso il prelevamento di somme , a titolo di  temporanei   “ contributi economici di solidarietà “.
Un  efficace rimedio  per  ridurre  in  misura  determinante  tale  evidente  sproporzione economica  fra  classi  sociali  potrebbe  essere  costituito  da  una  vera  e  reale  “ Riforma strutturale di adeguamento delle aliquote  fiscali “ ,  realizzando  una effettiva “ equità fiscale “ ( art. 53 della Costituzione ) elevandole sensibilmente e in misura proporzionale ,  a partire dai redditi  oltre i centomila euro annui , ivi comprese le rendite finanziarie . Una Riforma che preveda anche un sistema di “ detrazioni  fiscali “  o  di “ rimborsi “  , cioè  la possibilità di detrarre  dalle imposte , oppure di poter fruire di  rimborsi di talune particolari spese per beni e servizi essenziali,  in misure percentuali  inversamente proporzionali al reddito , previa produzione di relativa documentazione, le spese sostenute effettivamente  per le necessità di vita fondamentali  per  la persona  e per la famiglia ( affitto di abitazione , spese mediche  e farmacologiche , spese per consumo di acqua e luce  per l’abitazione, spese per acquisto di libri e di materiale  ad uso  istruzione  e formazione professionale ), nonché  , specie  riguardo alle piccole e medie imprese , la possibilità di detrazioni  di imposta  relativamente alle spese per acquisto di attrezzature e macchinari  utili e necessari  al rinnovamento , ammodernamento , e per l’impiego di  risorse umane , ai fini dello sviluppo produttivo aziendale ,  sottoponendo ai dovuti controlli  fiscali  l’attività commerciale  dell’impresa.

Tale possibilità di poter detrarre dalle imposte  le suddette spese  verrebbe a determinare  inevitabilmente un importante  vantaggio  per  il contribuente , volto al  rilascio  di  fatture  e  ricevute  fiscali ,  destinate ad essere prodotte  per le relative detrazioni di imposta  e conseguentemente un  vantaggio  anche  per lo Stato ,  potendo  acquisire , attraverso un potenziamento degli organi di controllo fiscale ,  importanti  risultati in ordine  alla lotta  alla evasione fiscale e alle attività speculative  illecite , nel settore delle fatturazioni , delle  imposte e  tasse .

Un  Sistema di riforme fiscali che , unitamente ad una migliore organizzazione degli Uffici  preposti alle attività di controllo e di accertamento , amministrativo-contabili, su cittadini , imprese e società finanziarie,  comporterebbe sicuramente maggiori introiti nelle casse dello Stato , e quindi un aumento  di  risorse  pubbliche  economiche  tali da consentire la possibilità  di  sostenere  con un minimo reddito pro-capite le  persone  più povere e più bisognose , di intraprendere investimenti  su opere pubbliche essenziali , abitazioni popolari , ospedali , scuole ,  etc…,  nonché  di intraprendere un reale  processo di sviluppo , nel lavoro e nell’ambito delle imprese e commerciale.


Oppure , una  Riforma  rivolta  ad  invogliare investimenti di capitali , anche e soprattutto esteri ,  in Italia e  ad incrementare  occupazione  e lavoro per  imprese nel  territorio ;  con la quale  Riforma si potrebbe  disporre che  le imposte per TUTTI  i  redditi e rendite finanziarie  siano stabilite con misure di aliquote proporzionali ai vari redditi , ma sino ad una  aliquota massima del 25 %  , anche per i redditi più alti e le rendite più elevate . Però , alla condizione ineludibile che i rispettivi capitali potranno fruire della aliquota massima suddetta  purché siano  investite somme , quanto meno al 70 % del capitale depositato , in attività imprenditoriali che creino nel Paese stesso posti di lavoro , specialmente per i giovani , nelle industrie e nei servizi .

Questa è la situazione attuale , riguardante  la  
                            RICCHEZZA   E  POVERTA’   in Italia :
La ricchezza delle famiglie in Italia
Nel 2010 la ricchezza complessiva delle famiglie era pari a circa 8.638 miliardi di euro, più di 7,5 volte il corrispondente valore del 1965 misurato sempre a prezzi 2010, con una crescita media annua del 4,6 per cento .
In Italia i 10 individui più ricchi posseggono una quantità di ricchezza che è all’incirca equivalente a quella dei 3 milioni di italiani più poveri  ; ciò esemplifica il divario che anche in un paese sviluppato come il nostro separa i ricchi dai poveri. La disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza è in effetti assai più pronunciata di quella sul reddito .
il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede oltre il 40 per cento dell'intero ammontare di ricchezza netta mentre il 10 per cento delle famiglie a più alto reddito riceve invece solo il 27 per cento del reddito complessivo.
La maggiore disuguaglianza che si osserva per la ricchezza rispetto al reddito si spiega in vari modi. In primo luogo la disuguaglianza della ricchezza tende a riflettere le maggiori differenze attribuibili al diverso stadio del ciclo di vita di ciascun individuo.   Mentre l’assenza di reddito (cioè di risorse destinabili al consumo) è una condizione in generale fonte di particolare criticità, l’assenza di ricchezza può comunque associarsi a condizioni reddituali adeguate, e dunque non essere meritevole di sostegno economico.
 Per l’Italia, i  livelli di disuguaglianza della ricchezza relativamente moderati rispetto  a quanto , contrariamente , si osserva per i redditi.   Ciò  è dovuto   alla diffusione della proprietà dell’abitazione di residenza, superiore a quella che si riscontra in numerosi paesi europei, come Regno Unito, Svezia, Francia e Germania, risultando invece inferiore a quella riscontrata in Grecia, Irlanda e Spagna
A livello di area geografica, il Centro e il Nord presentano valori che – in modo alternato – portano l’una o l’altra area sui livelli più elevati.  È invece piuttosto marcato e costante il peggioramento delle condizioni del Mezzogiorno, che vede il proprio indice tra il 1987 e il 2008 perdere circa 10 punti, passando da circa 80 a 70.

Il rapporto tra la ricchezza e il reddito è all’incirca raddoppiato negli ultimi decenni; corrispondentemente è aumentato il ruolo dei redditi da capitale rispetto a quelli da lavoro. In altri termini, la ricchezza sta assumendo un ruolo via via crescente tra le risorse economiche che definiscono la condizione di benessere di un individuo. In questo quadro, è notevole che nel nostro paese il carico fiscale sulla ricchezza all’inizio degli anni duemila fosse tra i più bassi d’Europa  e che, al netto dei condoni, sia diminuito sensibilmente nel corso del decennio  Va peraltro osservato che la ricchezza, in particolare quella immobiliare, è più difficilmente occultabile nei confronti delle autorità fiscali; il suo utilizzo in quanto base imponibile può rivelarsi utile in contesti, come quello italiano, di elevata evasione fiscale.
                  I  POVERI  :
Le stime si riferiscono a due distinte misure della povertà:
-povertà assoluta e povertà relativa, elaborate con due diverse definizioni e metodologie, sulla base dei dati dell'indagine sulle spese per consumi delle famiglie.
Nel 2016 sono stati stimate di 1 milione e 619.000 le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742.000  individui.
Rispetto al 2015 è stata rilevata una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui.
L'incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni.
Per gli individui, l'incidenza di povertà assoluta si porta al 7,9% -
La povertà relativa  nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734.000 famiglie ,  cioè  8 milioni 465.000 individui, il 14,0% dei residenti .
Analogamente a quanto registrato per la povertà assoluta, nel 2016 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%)
La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne
L'incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,%)
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La Costituzione Italiana ,  riguardo  ai diritti umani  e alla  “  dignità  sociale “ ,   recita  :
Art. 2  “ La Repubblica  riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo , sia come singolo , sia nelle formazioni sociali  ove si svolge la sua personalità , e richiede l’adempimento  dei doveri inderogabili di solidarietà politica , economica e sociale “ .
Art. 3  “  Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge , senza distinzione di sesso, di razza , di lingua , di religione , di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali .   E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che , limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini , impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica , economica e sociale del Paese.”
Art. 4  “ La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro  e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere , secondo le proprie possibilità o la propria scelta , un’attività o una funzione  che concorra al progresso materiale o spirituale della società .”
Art. 31  “    La Repubblica agevole con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia  e  l’adempimento dei compiti relativi , con particolare riguardo alle famiglie numerose.  Protegge la maternità , l’infanzia e la gioventù , favorendo gli istituti necessari a tale scopo . “
Art. 32 “  La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo  e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti .   Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge . La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana .“
Art. 38 “  Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale .  I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di  vita in caso di infortunio , malattia , invalidità  e vecchiaia , disoccupazione involontaria.  Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione  e all’avviamento professionale .  Ai compiti previsti  in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.   L’assistenza privata è libera. “
Art. 53  : “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva .  Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
E’ stata firmata a Parigi il 10 dicembre 1948

 la Dichiarazione esprime una richiesta di salvaguardia della dignità individuale, attuabile nel  rispetto dei diritti al lavoro ed economici della persona:
Articolo 23:
1) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2) Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3) Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Articolo 25:
1) Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

domenica 8 ottobre 2017

" LIBERI ITALIANI " Movimento Democratico Popolare


Se “ condividi “ ,  fai una cosa giusta  !




“  LIBERI   ITALIANI  “
                                                   PER  UN  POPOLO  SOVRANO 
                          Movimento   Popolare  Democratico e Costituzionale 

                                                  “  IUS  VIVENDI  CUM  DIGNITATE  “

                                                     www.nuovoordinemorale.blogspot.com



Concittadini italiani , abbiamo  il  diritto e anche il dovere nei confronti dei nostri giovani , di far  sentire pubblicamente la nostra voce , di far valere la nostra presenza davanti e  nel  mondo della politica , di  uscire finalmente  fuori dalla schiera  di quelli che “ non  votano “ , che sono “ incerti “ , indecisi , perché sono sfiduciati , increduli in un possibile cambiamento  . Ciò  perché , secondo il Sistema  ,  tutti quelli che si astengono dal voto , politicamente “non esistono “ ,  anche  se raggiungono e superano , come è già accaduto ,  il numero  del  45 %  degli aventi diritto al voto.  La qualcosa  è  assolutamente assurda e paradossale  !
Essi , i  non  votanti , “ non contano “ nel sistema organizzativo politico-partitico , che continua  ad  ignorarli , in quanto ritenuti inutili , e che rimarranno  estranei , ininfluenti e  subiranno passivamente  tutti quei provvedimenti  che il   ” Sistema “ stesso  adotterà  per prendere decisioni importanti , fondamentali ,  sulla vita sociale e sulle sorti di tutta la popolazione .
E’  ORA  DI  USCIRE  FUORI  ALLO  SCOPERTO !
E’  assolutamente necessario “partecipare “ attivamente  alla formazione di una “ Forza Sociale “ di liberi cittadini , che riesca a far modificare il sistema elettorale e che sia in grado  di occupare posti determinanti in Parlamento  per  indebolire il flusso sempre più invadente di tutti coloro che in molti anni hanno utilizzato , e vogliono continuare a farlo , un “sistema elettorale  blindato “ , per poter curare gli  interessi personali , di caste privilegiate e di gruppi associati .
 Questo si può , attraverso  un  vostro  “ condivido “, che è

 sufficiente  per  a d e r i r e ,  senza nessuna particolare formalità o condizione , 

al   MOVIMENTO  POPOLARE  DEMOCRATICO  E  COSTITUZIONALE    DEI        
                        “   L I B E R I     I T A L I A N I  “
PER  UN  POPOLO  SOVRANO 
Per  la  creazione di  una  “ Comune  Forza  Sociale  Popolare “
costituita  di  tutti  quei  cittadini  italiani , che si sono  “ allontanati “  dal  mondo politico-partitico ,  anche  astenendosi  dal  votare ( circa il 45 % ) ,  non  sentendosi  più rappresentati  dai  partiti  facenti  parte di un sistema  politico, che  ha  dato  prova  di  incapacità  e  inefficienza  nel  curare  gli  interessi  sociali  della  popolazione .

IN NOME DEL POPOLO SOVRANO ( art. 1 della Cost. Italiana ) ,
per il futuro dell’Italia , dei nostri giovani , che sia di progresso e di sicurezza , liberiamo il nostro Paese   da un Sistema  politico inefficiente , incapace di affrontare  e  risolvere  i gravi  problemi che investono le classi sociali più deboli , l’occupazione , il lavoro e il futuro dei giovani , come anche i problemi riguardanti il deciso e proficuo  contrasto nei confronti delle mafie , dei fenomeni di corruzione  ,degli speculatori finanziari , e realizziamo  una  “ Comune  Forza  Sociale  Popolare “  per la instaurazione di un  “ Ordine Democratico di Giustizia Sociale “  e di Legalità , di Libertà d’informazione , per la realizzazione  di un Sistema  politico  sano , costituito di personalità autorevoli , oneste , culturalmente preparate e politicamente competenti .

Per  aderire  al  Movimento  “ Liberi  italiani “  ,
è  sufficiente  condividere  i  principi  che  sono
contenuti   e  descritti  nel   programma  “  Ordine Democratico di Giustizia Sociale ,   ciascuno attivandosi  nell’ambito del proprio  territorio e  del proprio contesto politico, per una sensibilizzazione delle coscienze volta ad  individuare  e  votare  persone  ritenute capaci di impegnarsi  con serietà e puntualità  per applicare  i sotto indicati  principi  ed  obiettivi  nelle  attività politiche  e istituzionali ,  durante  il loro mandato ,  e  capaci  di contrastare  e  combattere duramente  contro  coloro che usano  il  potere pubblico  per favorire i  propri interessi personali  e le attività lucrative  e  illecite  .
        “  Le  parole  insegnano ,  gli  esempi  trascinano  “                                                                ( Sant’Agostino )

  Gli  obiettivi  e principi   fondamentali  del  “ Ordine Democratico di Giustizia Sociale  “  del  Movimento  sono  :“  IUS  VIVENDI  CUM  DIGNITATE  “
1)     La vita di  ogni  essere  umano  è  sacra .  Il  diritto alla vita  deve  essere  sempre rispettato, anche  in caso  di  pena  per gravi  delitti commessi . In tali casi è sufficiente  una  adeguata pena  di  restrizione della libertà  personale .
2)    Nelle controversie  politiche e sociali  fra i popoli  deve  essere  sempre  esperito  ogni  mezzo   non violento  e  cercata  ogni possibilità di  dialogo al fine  di  trovare  una  pacifica risoluzione delle stesse . Pertanto ,  va  rifiutato e  respinto  il ricorso  alla  guerra , come anche  l’uso  di  armi  e  strumenti di morte , come  preminente  e  diretto  mezzo  di intervento risolutivo .
3)      Nessun essere  umano  deve  essere  lasciato  in  condizioni  di abbandono  ed emarginazione sociale , per povertà , per malattia . E’  dovere  di  qualsiasi  comunità  civile  di  provvedere  tramite la Politica  a ristabilire  condizioni  di  vita  dignitosa  a  chi  si  trova  in  tali  situazioni  di  precarietà ,  di  provvedere  attraverso  opportuni  interventi  normativi  al  rispetto  di  principi di equità  nella  redistribuzione  della  ricchezza  nazionale  e  al  rispetto dei diritti costituzionali  nel mondo del lavoro.
4)    Per una corretta , pacifica e sana convivenza civile è necessario e indispensabile che vi sia il rispetto dell’onestà nei rapporti umani, sia di carattere politico che sociale, come anche  siano  previste  e  rispettate  le leggi  finalizzate e  rese  operative  per  il  mantenimento   dell’ordine  democratico , per l’istruzione e la ricerca scientifica ,  per la tutela dell’ambiente  e del patrimonio culturale e artistico,  per la sicurezza  e  la  salute  dei cittadini , che potrebbero essere messi  a  rischio da  aggressioni  criminali interne ed esterne , ma anche  da gravi fenomeni  di  inquinamento ambientale  , da  sofisticazioni  alimentari ,  nonché  da conseguenze  causate  da  una  cattiva  e corrotta  gestione del   fenomeno  delle  immigrazioni  in massa  di  esseri  umani  disperati , fuggiti da situazioni  drammatiche , costretti  a  emigrare  da territori sconvolti da guerre e conflitti interni.
5)     La Politica  deve essere sempre e solo al servizio dei cittadini  e  del  bene  comune , con l’esclusivo scopo di migliorarne le condizioni della vita sociale , primariamente  nei confronti dei meno abbienti . La Politica  deve   provvedere  accuratamente  e costantemente ,  attraverso i propri organi istituzionali  e i mezzi e gli strumenti più efficaci  di comunicazione  e di informazione , alla conoscenza  nei confronti delle giovani  generazioni  sulle  conseguenze negative e nocive per la propria salute psicofisica e per la propria vita sociale , causate dalla dipendenza  dall’ uso e abuso di droghe , nonché delle bevande alcoliche ,  dei giochi d’azzardo . In tal senso  è  indispensabile  che la  Politica abbia cura costante  di dotare  gli Organi istituzionali preposti dei mezzi  e strumenti  necessari  per contrastare in modo drastico ed efficace  ogni attività illecita  esercitata  in tali  contesti dalle organizzazioni criminali. 
6)     La Politica deve tutelare il lavoro , il risparmio , l’economia  reale  dalle speculazioni  finanziarie  e  criminali  e lo deve fare attraverso la istituzione  di una Banca  Pubblica Nazionale , sotto il controllo  diretto dello Stato , con  il  compito di  gestire  il  risparmio  privato dei cittadini  ed  i  prestiti finalizzati  a  sostenere soltanto investimenti di natura  commerciale  e  produttiva  nell’economia  reale, escludendo qualsiasi  investimento  di tipo speculativo finanziario .

          E'  NECESSARIO  ED  URGENTE  CHE  SIA  FATTA  PREVALERE , su qualsiasi interesse politico-partitico          

     LA  SOVRANITA’ DEL  POPOLO  (  Art. 1 della Costituzione )

Noi , cittadini  italiani , pretendiamo  dai  rappresentanti  politici  in Parlamento  che  provvedano  con  urgenza  a  rimuovere  tutti  le  condizioni  che  si  frappongono  oppure  limitano  gravemente  la  Sovranità  popolare  sul    diritto  alla  libera  scelta  dei candidati  come  propri rappresentanti , nell’ esercizio  del  voto  elettorale.


E'  UN  DOVERE  DEI  POLITICI  PARLAMENTARI  RISPETTARE  COMPIUTAMENTE  LA COSTITUZIONE , CUI  HANNO  PRESTATO  GIURAMENTO .

PERTANTO , ESSI  TUTTI  HANNO  IL  DOVERE  DI  APPLICARE  COMPIUTAMENTE  L'ART. 1 , RISPETTANDO  LA  SOVRANITA'  DEL  POPOLO , NEL  SENSO  CHE  ESSA DEVE  PREVALERE , SPECIE  IN  MATERIA  DI  LEGGE  ELETTORALE , SUGLI  INTERESSI  DEI  PARTITI  O  MOVIMENTI  POLITICI , ATTRAVERSO  LA  POSSIBILITA'  EFFETTIVA CHE  I  CITTADINI  SCELGANO  LIBERAMENTE   E  DIRETTAMENTE  COME  PROPRI  RAPPRESENTANTI  , QUELLE  PERSONE  CANDIDATE  RITENUTE  IDONEE , LE  QUALI  FACCIANO  PARTE  DI  LISTE  NON  NECESSARIAMENTE  ASSOCIATE  AI  PARTITI  E  NON  NOMINATE  DALLE  SEGRETERIE  DEI  PARTITI  .E CHE I CANDIDATI  NOMINATI DALLE  SEGRETERIE  E  ISCRITTI  NELLE  LISTE  DEI VARI  PARTITI DEBBANO ESSERE  IN UN NUMERO  NON  SUPERIORE  AD  UN  TERZO RISPETTO  AGLI  ALTRI  CANDIDATI  ISCRITTI  NELLE LISTE  LIBERE

Proposta :     


1 )  I  CANDIDATI  ISCRITTI   E  NOMINATI  DAI  PARTITI  NON  DEVONO  SUPERARE    NUMERICAMENTE   UN  TERZO  RISPETTO  AGLI  ALTRI  CANDIDATI  LIBERI   E  DELLE  ALTRE  LISTE  ;


2 ) SENZA  CAPI-LISTA   E  SENZA  LISTINI  BLOCCATI



giovedì 5 ottobre 2017

LA SOVRANITA' DEL POPOLO



                     LA  SOVRANITA’ DEL  POPOLO




Noi , cittadini  italiani , pretendiamo  dai  rappresentanti  politici  in Parlamento  che  provvedano  con  urgenza  a  rimuovere  tutti  le  condizioni  che  si  frappongono  oppure  limitano  gravemente  la  Sovranità  popolare  sul    diritto  alla  libera  scelta  dei candidati  come  propri rappresentanti , nell’ esercizio  del  voto  elettorale.


IN NOME DEL POPOLO SOVRANO ( art. 1 della Cost. Italiana ) 
Per il futuro dell’Italia , dei nostri giovani , che sia di progresso e di sicurezza , liberiamo il nostro Paese dal marciume delle mafie , dai corrotti , dagli speculatori , instaurando un Ordine Democratico di Giustizia Sociale e di Legalità , di Libertà d’informazione , un sistema politico sano , costituito da personalità autorevoli , oneste , culturalmente preparate e politicamente competenti .


E'  UN  DOVERE  DEI  POLITICI  PARLAMENTARI  RISPETTARE  COMPIUTAMENTE  LA COSTITUZIONE , CUI  HANNO  PRESTATO  GIURAMENTO .


PERTANTO , ESSI  TUTTI  HANNO  IL  DOVERE  DI  APPLICARE  COMPIUTAMENTE  L'ART. 1 , RISPETTANDO  LA  SOVRANITA'  DEL  POPOLO , NEL  SENSO  CHE  ESSA DEVE  PREVALERE , SPECIE  IN  MATERIA  DI  LEGGE  ELETTORALE , SUGLI  INTERESSI  DEI  PARTITI  O  MOVIMENTI  POLITICI , ATTRAVERSO  LA  POSSIBILITA'  EFFETTIVA CHE  I  CITTADINI  SCELGANO  LIBERAMENTE   E  DIRETTAMENTE  COME  PROPRI  RAPPRESENTANTI  , QUELLE  PERSONE  CANDIDATE  RITENUTE  IDONEE , LE  QUALI  FACCIANO  PARTE  DI  LISTE  NON  NECESSARIAMENTE  ASSOCIATE  AI  PARTITI  E  NON  NOMINATE  DALLE  SEGRETERIE  DEI  PARTITI  .E CHE I CANDIDATI  NOMINATI DALLE  SEGRETERIE  E  ISCRITTI  NELLE  LISTE  DEI VARI  PARTITI DEBBANO ESSERE  IN UN NUMERO  NON  SUPERIORE  AD  UN  TERZO RISPETTO  AGLI  ALTRI  CANDIDATI  ISCRITTI  NELLE LISTE  LIBERE

Proposta :      


1 )  I  CANDIDATI  ISCRITTI   E  NOMINATI  DAI  PARTITI  NON  DEVONO  SUPERARE    NUMERICAMENTE   UN  TERZO  RISPETTO  AGLI  ALTRI  CANDIDATI  LIBERI   E  DELLE  ALTRE  LISTE  ;


2 ) SENZA  CAPI-LISTA   E  SENZA  LISTINI  BLOCCATI 

martedì 3 ottobre 2017

IL PENSIERO UMANO

                                    
                                   IL  PENSIERO  UMANO

Il pensiero  è  composto di  immaginazione , coscienza  e  ragione . La intelligenza rappresenta  il  grado  di  sensibilità di ciascuno di questi fattori .

L’Amore ,  che è il sentimento più nobile e completo , può  arricchirsi di immaginazione , nutrirsi  di coscienza , ma farsi solo sfiorare dalla ragione.

 L’immaginazione è l’espressione più alta del pensiero , perché  essa è libera da ogni vincolo , in quanto  può  esistere e svilupparsi  senza limiti , né di tempo , né di spazio . A differenza  della coscienza , che è condizionata  dalla esistenza fisica delle cose  , come anche da  principi morali ,  e dalla ragione , che è costretta  a  muoversi  entro  i limiti della razionalità , l’immaginazione  riesce a viaggiare  nell’infinito  e a vivere  di  e  nella eternità .  

Se riesci a liberare la tua mente dai vincoli  della tua coscienza , se riesci a pensare senza  seguire la logica della ragione , allora  puoi  abbandonarti  completamente nelle braccia della tua immaginazione  e  assaporare  il  piacere  della  vera  libertà di essere  e convincerti  che  niente  altro esiste veramente , se  non la immaginazione,  così  bella , pura , irreale , semplice , fantastica , vera , immensa , da sentirti immerso  in lei e  avvolto  da lei in un amplesso di felicità autentica dello spirito , in un fremito di immortalità.

Soltanto la tua immaginazione  è capace di farti percepire anche l’ essenza  immutabile ed eterna  dell’Assoluto .