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sabato 13 febbraio 2016

MONDO FINANZIARIO E ECONOMIA REALE




                             MONDO  FINANZIARIO  E  ECONOMIA  REALE  

Aumenta  drammaticamente  il  divario  fra le  finalità  del  mondo  finanziario  e  la  economia  reale  a  livello globale.
Il sistema bancario globale rivela tutte le sue criticità , invischiato in operazioni finanziarie di tipo speculativo  e contestualmente bloccato nella circolazione di denaro nei confronti delle attività produttive di beni e servizi e degli investimenti  in  opere infrastrutturali  e  nell’economia del mondo reale.
In Italia  la situazione economica presenta uno stato di assai debole crescita del PIL   ( nonostante vi siano al momento fattori positivi per il basso costo del petrolio) , mentre ancora troppo elevato è il rapporto ( 130 ) riguardo al debito pubblico ( oltre 1.200 mld di euro ).
Il mondo delle imprese registra gravi difficoltà  a causa del forte calo  della domanda ( interna e estera ) , sia a causa degli oneri di natura fiscale  sia  per le complessità burocratiche , che per il loro eccessivo peso , ostacolano ogni tentativo di ripresa , di ristrutturazione , di investimenti  nel mercato privato e pubblico.
Il sistema bancario italiano , nonostante le dichiarazioni pubbliche da parte del Governo , attestanti la solidità delle banche stesse , registra anch’esso forti criticità , a causa degli investimenti definiti tossici , delle sofferenze dovute ai crediti non riscossi , chiuso in se stesso  per una  profonda sfiducia  nei confronti del mercato esterno e quindi in una condizione di stagnazione finanziaria.
Il  sistema Europa funziona male , irrigidito in una politica di rigore tecnocratico e  da ristrettezze di idee  , che stanno dando sempre di più prova di inefficienza  e di appiattimento  verso condizioni di depressione , di recessione , di paure , di  un  aggravamento allarmante  del divario fra ceti benestanti e fasce sociali sempre più povere, in specie riguardo ai Paesi economicamente più deboli , come Italia e Grecia .
Il Governo italiano , in tale contesto di crisi , si mostra come  schiacciato , quasi oppresso dalle  pressanti richieste europee di rispetto delle regole di bilancio , e  allo stesso tempo incapace di trovare al proprio interno soluzioni valide  , tramite interventi che finalmente riescano a ridurre sprechi di risorse pubbliche , a  ripristinare criteri di equità in campo fiscale e sociale , eliminare privilegi di caste , snellire gli apparati amministrativi e le norme burocratiche  ,  condurre una efficace lotta alla evasione fiscale e conseguentemente  ricavare le risorse economiche necessarie; soprattutto per realizzare  interventi che riescano a porre in essere progetti  e investimenti in importanti e produttive attività e opere pubbliche in tutto il territorio nazionale , con particolare attenzione riguardo alle regioni centro meridionali. 
Tutto questo ,  il Governo del nostro Paese dovrebbe urgentemente fare , per consentire alle risorse umane imprenditoriali di trovare significativi sbocchi e uscite dalla crisi,  unitamente ai sempre più necessari interventi  politici e di persuasione nei confronti del contesto Europeo ad aprirsi a politiche economiche più flessibili , anche se attente al controllo e a prevenire e combattere gli sprechi e ogni attività speculativa di natura illecita .
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Vengono riportati , qui di seguito ,  alcuni stralci delle notizie di stampa ( oggi 12 febbraio 2016 )  del quotidiano Il Sole 24 ore :
…( Sole 24/ore )…Bassa crescita globale, calo dei prezzi e mancanza di coordinamento tra le autorità rendono la crisi in corso forse meno grave di quella del 2008, ma ancora più intricata. Come allora l’epicentro è il sistema finanziario. Quello che fa una banca è finanziarsi a breve termine per poi impiegare quel denaro in prestiti a più lunga scadenza. Quanto maggiore è la differenza tra i tassi a lunga e quelli a breve e tanto più una banca guadagna. Con un’economia sull’orlo della deflazione, la redditività delle banche sparisce perché anche i tassi a lunga sono vicini a zero. La crisi bancaria a sua volta aggrava la depressione economica.……………………..La normalizzazione dei tassi non sarebbe arrivata e i dubbi sulla redditività delle banche si sono aggravati di colpo trascinando le Borse mondiali.
La Bce ha cercato di assicurare che avrebbe contrastato la deflazione con ogni mezzo. Mario Draghi ha dichiarato che non ci sono freni alla capacità di stimolo, né pavimenti che limitino il livello negativo dei tassi. In effetti, invece, le banche commerciali non riescono a trasferire sui clienti i tassi negativi e questo significa che le politiche dei tassi negativi aggravano le perdite delle banche fino a ridurre la loro capacità di credito all’economia.
Per le banche centrali sembra una situazione senza via d’uscita: non possono alzare i tassi, né ridurli senza gravi conseguenze.
Ma il beneficio di aver vissuto la crisi del 2008 è che qualcosa dovremmo averla imparata. Le autorità fiscali sanno che devono rilanciare la domanda in un contesto di stagnazione in cui la politica monetaria ha esaurito le proprie armi. Le banche sono in crisi infatti anche perché la debolezza della ripresa comporta che la domanda di credito sia mediocre. Magari accelera la domanda di mutui ma non quella di prestiti delle imprese, la cui debolezza si riflette nella scarsità di investimenti. Eppure solo l’aumento del volume dei crediti avrebbe potuto compensare la minor redditività delle banche dovuta al calo dei tassi.

venerdì 12 febbraio 2016

SE VUOI CONDANNARE CAINO




SE  VUOI  CONDANNARE  CAINO  …NON  TI DEVI  VOLTARE  DA  UN’ ALTRA  PARTE   !

Non  è  solo ipocrisia , ma è anche  vile complicità !
Mostrare  formale  indignazione , esecrazione  riguardo ai  barbari , disumani comportamenti , episodi di crudeltà estrema ,  abominevoli progetti di eliminazione  fisica di milioni  di esseri  umani , compiuti dal Nazismo nei confronti degli ebrei , dei disabili , degli omosessuali , NON  PUO’  ESSERE  SUFFICIENTE  per sentirsi  completamente  fuori  da qualsiasi  implicazione di carattere morale , ideologico  o  politico con le    forme di aberrante fanatismo , se  poi  a distanza di 70 anni , al cospetto degli attuali  avvenimenti molto drammatici , spesso tragici , di milioni di esseri umani , che fuggendo da Paesi in guerra o comunque da situazioni di estrema povertà, di fame , di malattie , rischiano  e muoiono annegati , o di  stenti , per raggiungere lidi di salvezza per la stessa vita e sopravvivenza ,  ciascuno di noi  si limita ad assumere  solo comportamenti formali  di disappunto , senza null’altro fare , oppure  , nel peggiore dei casi , manifesti pure aperta opposizione  ad ogni tentativo di aiuto , di  asilo da parte di  persone malcapitate, uomini , donne , vecchi, bambini  ;  in troppi discutono ipocritamente  , facendo distinzione   fra “ profughi “ da Paesi in guerra  e  “ individui in fuga dalla miseria “, manifestando nelle piazze  con minacce e insulti  verso chi esprima  sentimenti di  solidarietà  verso quelle persone, come se queste lo facessero paradossalmente , rischiando seriamente la vita ,  esclusivamente per “ stare meglio “   e per godere di una vita molto agiata.
Urlano : “ Qui da noi c’è abbastanza crisi , disoccupazione , e   non è assolutamente il caso di consentire a migliaia , centinaia di migliaia  di altre persone venute da fuori , a mala pena vestite , di entrare , permanere ,e farsi mantenere  a spese della  nostra collettività “    Essi devono ritornare  là , da dove sono venuti “
Ma come farlo ?  Imbarcarli  a  forza  e scaricarli  nel  Paese d’origine , oppure nel primo posto  possibile , ma incerto , dell’altro Continente  e   sicuramente con quale triste destino ?
Intanto ,  in tutte le Nazioni  della cosiddetta Europa Unita ( ? )  le controversie si fanno sempre più accese. Le politiche di accoglienza stanno  via  via  sgretolandosi , il trattato di Schengen  sta cedendo agli urti  inferti da chi ha paura dei contraccolpi politici ; Si alzano  le  barriere di filo spinato ai confini ;  le masse dei profughi , a migliaia ,  vengono sballottate  senza meta , da un luogo ad un altro;  è  il  caos totale , di  una “ tragedia epocale “ .  Contestualmente , i conflitti armati continuano , in Medio Oriente , in Africa , anzi si aggravano  in modo allarmante , gli attentati dei  gruppi estremisti islamici  si moltiplicano  dovunque , anche in Paesi Europei . Ma  i  Paesi più potenti  non  accennano ad  accordarsi in  modo  concreto  , a livello internazionale , attraverso  l’Organismo più importante che è costituito dall’ O N U , per evitare  l’espandersi dei conflitti  e  conseguentemente  gli  effetti  mortali  su  milioni  di individui innocenti , rispetto  ai quali  nessuno  di  noi può  ritenersi  fuori .
Pertanto , è  l’ora  del  risveglio  , per  tutti ;  è  il  momento  cruciale  di  far  sentire  alta  la  nostra voce  di cittadini ,  ai responsabili  della politica , nazionale  e  internazionale , affinchè  si adoperino seriamente e con urgenza , sollecitando  gli opportuni incontri a livello internazionale ,  in  sede  O N U , per arrestare questa immane tragedia .   


La misericordia e la compassione cristiana da mostrare verso il nostro prossimo, chiunque esso sia.
La  Parabola  del buon Samaritano  ( Luca , 10,29-37 )
Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Và e anche tu fà lo stesso».

Tutto  il  resto dei  comportamenti derivano da  ipocrisia , oppure indifferenza , oppure egoismo , oppure  cinismo , oppure malafede , oppure  opportunismo , da parte di chi vede , di chi sente , ma vuol trovare sempre una giustificazione per non  prestare aiuto, anche se può , nei confronti di chi ne ha realmente bisogno .
Due esseri umani , entrambi in condizioni di estrema povertà, di sofferenza , che vengono a trovarsi l’uno accanto all’altro , in una drammatica  situazione di vita , sono capaci di dividersi un unico tozzo di pane , di  darsi reciprocamente sostegno e conforto ,  perché  sono  proprio la sofferenza e il dolore e la povertà  le condizioni umane che , se condivise ,  generano sincera solidarietà  e  rivelano la  vera natura dei sentimenti umani.